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STRANIERI PROTEZIONE INTERNAZIONALE (STATUS DI RIFUGIATO)

GEORGIA – DISCRIMINAZIONE POLITICA

(Corte d’Appello di Roma, I Sezione Civile, Sentenza n. 1370/2016 del 02/03/2016)

Stranieri – protezione internazionale – art. 1 Convenzione di Ginevra: status di rifugiato – elementi identificativi dello status: persecuzione per motivi politici

In Georgia, a fronte dell’esistenza di un regime formalmente democratico, sussistono discriminazione politica, violazione dei diritti umani fondamentali e repressione della libertà di stampa.

La Corte d’Appello di Roma riconosce lo status di rifugiato politico ai sensi della Convenzione di Ginevra per persecuzioni ad un cittadino georgiano di etnia armena sul presupposto che “…Dalle informazioni acquisite d’ufficio da questa Corte e fornite dalla Commissione è infatti emersa – non soltanto per il passato, prima delle elezioni del 2012, ma anche all’attualità e pur nella vigenza di un contesto formalmente democratico – la sussistenza di atteggiamenti fortemente repressivi nei confronti della libertà di manifestazione del pensiero (“alcuni giornalisti hanno riferito aggressioni fisiche e verbali da parte della Polizia e intimidazioni da parte dei funzionari di governo a causa dei loro reportages”…). Parimenti hanno trovato riscontro le torture e gli abusi sui detenuti, la giustizia selettiva e le persecuzioni a sfondo politico, nonché la sostanziale impunità per i funzionari delle forze dell’ordine, in assenza di un sistema giudiziario realmente indipendente, in grado di indagare sui crimini denunciati… Dalla stessa…relazione del MAE traspare inoltre la persistenza in Georgia di atteggiamenti sia pure larvatamente discriminatori all’indirizzo della minoranza armena…situazione quest’ultima che appare compatibile e che corrobora ulteriormente la causale dedotta dall’appellante a fondamento dell’espatrio collegata anche alla sua appartenenza etnica. …Del pari non condivisibile … è la valutazione del contesto socio-politico georgiano essendo emerso come gli atteggiamenti repressivi della libertà di stampa e dei diritti umani possano coesistere con un regime sia pure formalmente democratico. Ne deriva la sussistenza di un pericolo di persecuzione personale e diretta tale da legittimare il riconoscimento della forma di protezione internazionale più intensa sollecitata in via principale. Ritiene in conclusione la Corte che possano dirsi dimostrati i presupposti del rifugio politico, sussistendo il fondato timore che in caso di rimpatrio XXX XXX possa essere esposto ad atti di persecuzione per motivi politici, da intendersi anche come mancanza ed incapacità di un governo di proteggere i diritti umani della sua popolazione, incapacità considerata come assenza della volontà di proteggere. Sussistono in definitiva i presupposti per il riconoscimento dello status richiesto in via principale individuati dall’art. 1 della Convenzione di Ginevra del 28/7/1951 richiamata dall’art. 2 del D. L.vo 251/2007 consistenti nella natura ideologica della persecuzione (attuata o minacciata) e nella rottura del legame sociale esistente tra lo Stato di origine ed il cittadino.”

 

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