Persecuzione politica e torture in Darfur

Pubblicato il 02 ottobre 2015

Categoria: sentenza
In breve: Stranieri – protezione internazionale – status di rifugiato politico a cittadino sudanese: persecuzione di carattere politico.

Nel caso di specie l’attore aveva provato la provenienza dal Darfur, la militanza politica e le terribili torture subite durante la detenzione e ottiene lo status di rifugiato politico.

La Corte d’appello di Roma, nella sentenza allegata, chiarisce altresì il principio dell’onere probatorio nell’ambito dei giudizi aventi ad oggetto lo status di rifugiato politico. tenendo conto delle difficoltà in cui incorre chi si trova a fuggire precipitosamente dal proprio paese per salvare la propria incolumità il principio dell’onere probatorio di cuia ll’art. 2697 c.c. è attenuato e vengono attribuiti al Giudice significativi poteri officiosi atti a colmare le lacune istruttorie derivanti dalla peculiare situazione in cui versa lo straniero.

La Corte sancisce che i rapporti delle organizzazioni internazionali acquisibili d’ufficio tramite agevole ricerca informatica costituiscono informazioni sussumibili nel fatto notorio e idonee a supportare la domanda con riferimento al criterio di giudizio enunciato dall’art. 116 c.p.c..

Giudice: Corte d’Appello di Roma, I Sezione Civile, Dott.ssa Fanti.

Decisione: Sentenza n. 2858 del 2011.

Avvocato: Laura Barberio del Foro di Roma.


L'articolo è stato scritto dall'Avv. Laura Barberio esperta in diritto dell'immigrazione. Da anni si occupa del diritto di asilo, riconoscimento della protezione internazionale dei rifugiati politici e delle vittime di tortura. Titolare dello Studio Legale Barberio di Roma, Via del Casale Strozzi n. 31. Seguici su Facebook o chiamaci al numero 06.483694

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