Protezione internazionale a cittadino camerunense omosessuale

Pubblicato il 06 ottobre 2015

Categoria: sentenza
In breve: Stranieri – protezione internazionale – art. 1 Convenzione di Ginevra: status di rifugiato – elementi identificativi dello status: persecuzione per motivi di orientamento sessuale come appartenenza ad un determinato gruppo sociale – “se l’omosessualità costituisce motivo, come tale, di persecuzione, essa costituisce presupposto per il riconoscimento dello status di rifugiato”

In Camerun l’omosessualità è considerata reato: l’art. 347 del codice penale camerunense punisce con la reclusione da sei mesi a cinque anni chiunque abbia rapporti sessuali con persone dello stesso sesso.

Il Tribunale di Roma riconosce lo status di rifugiato politico ai sensi della Convenzione di Ginevra per persecuzioni ad un omosessuale, citando la giurisprudenza internazionale e la Posizione P7-TC1-COD(2009)0164 del Parlamento europeo definita in prima lettura il 27 ottobre 2011 in vista dell’adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante norme sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme per i rifugiati o per le persone ammissibili a beneficiare della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione riconosciuta (rifusione), così recita "E’ altresi necessario introdurre una definizione comune del motivo di persecuzione costituito dall’appartenenza ad un determinato gruppo sociale".

Per definire un determinato gruppo sociale, occorre tenere debito conto nella misura in cui sono correlati al timore fondato del richiedente di subire persecuzioni, degli aspetti connessi al sesso del richiedente, tra cui l’identità di genere e l’orientamento sessuale, che possono essere legati a determinate tradizioni giuridiche e consuetudini.

Non vi è dubbio, pertanto, che se l’omosessualità costituisce motivo, come tale, di persecuzione, essa costituisca presupposto per il riconoscimento dello status di rifugiato.


L'articolo è stato scritto dall'Avv. Laura Barberio esperta in diritto dell'immigrazione. Da anni si occupa del diritto di asilo, riconoscimento della protezione internazionale dei rifugiati politici e delle vittime di tortura. Titolare dello Studio Legale Barberio di Roma, Via del Casale Strozzi n. 31. Seguici su Facebook o chiamaci al numero 06.483694

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