STATUS DI RIFUGIATO A CITTADINO GAMBIANO PER DISCRIMINAZIONE SESSUALE

Pubblicato il 11 gennaio 2017

Categoria: sentenza
In breve: Stranieri – protezione internazionale – art. 1 Convenzione di Ginevra: status di rifugiato – elementi identificativi dello status: persecuzione per motivi di orientamento sessuale

In Gambia l’omosessualità è considerata un reato punito dall’art. 144 del codice penale gambiano.

Nel corso del giudizio di primo grado, il Tribunale di Roma “ha osservato che la vicenda narrata dal ricorrente, secondo cui egli era fuggito dal Gambia a causa della sua omosessualità, … non aveva ricevuto i necessari riscontri ed appariva poco credibile”.

Nel caso in esame, il reclamante ha sostenuto che nel proprio Paese era anche stato arrestato a causa della sua omosessualità. Ciò nonostante il Tribunale aveva rigettato le domande.

Osserva la Corte d’Appello che al contrario doveva tenersi in debito conto la circostanza che : “Egli ha dimostrato… di avere avuto un compagno in Italia, con il quale ha vissuto… il quale ha a sua volta ottenuto la protezione internazionale in virtù della ordinanza del Tribunale di Roma … nel corso della quale il teste ha riferito di essere omosessuale.” Infatti, “le prove rese in altri giudizi hanno valore indiziario e non possono essere sottovalutate.

E poco più avanti, la Corte osserva “che dal 2014 in Gambia sia previsto l’ergastolo per gli omosessuali e che il Presidente Gambiano Jammeh in più occasioni ha espresso la sua volontà di “combattere” gli omosessuali, paragonati ad’un epidemia per il Paese, chiedendo loro di lasciare il Paese, minacciando persino la decapitazione”.

Per questi motivi, la Corte d’Appello di Roma riconosce lo status di rifugiato politico ai sensi della Convenzione di Ginevra per persecuzioni ad un omosessuale sul presupposto che “la circostanza per cui l’omosessualità sia considerata un reato dall’ordinamento giuridico del Paese di provenienza… è rilevante, costituendo una grave ingerenza nella vita privata dei cittadini omosessuali, che compromette grandemente la loro libertà personale e li pone in una situazione oggettiva di persecuzione, tale da giustificare la concessione della protezione internazionale”.

Giudice: Corte d’Appello di Roma, I Sezione Civile

Decisione: Sentenza n. 6371/2016 il 27/10/2016

Avvocato: Laura Barberio del Foro di Roma


L'articolo è stato scritto dall'Avv. Laura Barberio esperta in diritto dell'immigrazione. Da anni si occupa del diritto di asilo, riconoscimento della protezione internazionale dei rifugiati politici e delle vittime di tortura. Titolare dello Studio Legale Barberio di Roma, Via del Casale Strozzi n. 31. Seguici su Facebook o chiamaci al numero 06.483694

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